giovedì 14 ottobre 2010

Crescita Basket


Anche la seconda amichevole è andata, contro San Genesio, nel tempio del basket pavese, il Palaravizza. Segnali di ripresa da parte della banda di Minoia, che nel finale rischia di ribaltare il punteggio, ma la W guarda ancora una volta verso il basso. Certo, il passivo non è di quelli che fanno paura (-10 su per giù), ma ancora mancano amalgama, solidità difensiva e concretezza in attacco (serve altro per giocare a basket?). Diverse possono essere le attenuanti: giocare al Palaravizza è sempre un emozione e ad alcuni (io in primis), può aver portato alla memoria i fasti del passato quando da “piccoli” lì si giocava in palcoscenici ben diversi da quello della First Division; mancavano ancora Franz e Tonno, due su cui Minoia conta molto; la condizione di forma della squadra è da rivedere ed è presumibile che col passare del tempo migliori.

Ma risaliamo il fiume, come i salmoni, e partiamo dal quintetto. Barzo, J.J.Brera, Albo, Bobo e Lanza sono i primi cinque scelti da coach Minoia per scendere in campo e saggiare la lunghezza del “Ravizza” e l’aggressività degli avversari. Fatica, tanta fatica per il play, che dopo i primi 8/9 minuti filati perde lucidità e forza e si siede a respirare, nel vero senso della parole (in versione oxygen più che fosforo). Parte bene Albo, che apre le marcature. Poi diventa una battaglia coi coriacei padroni di casa e spesso lo troviamo isolato, senza conclusioni facili e movimenti sul perimetro che l’hanno reso celebre (stranamente anche la sua forma fisica non sembra perfetta). Benino Bobo, per la grinta e la carica che cerca di infondere nei compagni (con scarsi risultati per la prima parte di gara), che si candida a trascinatore (delle volte esagera un pochino, vero?!). J.J. Brera fatica un po’ all’inizio ma si rifà nel finale, dove risulterà il migliore. Lanza, abituato a non avere in mano tiri e punti, è sempre nella posizione giusta, ma gli manca la finalizzazione (come si direbbe al miglior Gilardino). Per forza di cose l’ex “Ftmmino”dovrà cambiare il suo modo di giocare, cercando di diventare più leader di quanto non lo sia mai stato nella sua lunga e onorata carriera.

Se i primi cinque, che ovviamente sono solo provvisori, hanno faticato parecchio in avvio, qualcosa di discreto si è visto provenire dalla panchina, dalla quale Riky, Ceba e un redivivo Bossi sono usciti col piglio giusto. Per i lunghi il lavoro è duro, ma meno di quello contro Voghera viste le non eccelse qualità della controparte, e qualche bel movimento sotto le plance si vede. Per quanto riguarda Bossino, in gruppo da poco, un buon test per constatare di dovere e potere dare molto a questa squadra. Non voglio dimenticare gli altri ovviamente: Denver entra e decide che l’area avversaria è il suo sentiero. Galoppa per minuti puntando solo il canestro e dimenticandosi di tutti il resto, ma i suoi tiri volanti troppe volte finisco con l’essere tanto belli quanto poco efficaci. Le iniziative però vanno sempre apprezzate. Michi regge meglio dell’ultima volta il posto in regia, dove Barzo è oggettivamente improponibile se non negli ultimi minuti; stesso discorso per Teone D’Acri. Cau è il solito incompiuto: non si capisce ancora che ruolo abbia (ma non è colpa sua), e le sue penetrazioni potenzialmente devastanti finiscono costantemente schiantate contro il muro avversario, rendendo il suo gioco molto poco variabile. Gian gioca poco, forse meno di quanto meriterebbe. Tanto silente in panchina, quando entra in campo aiuta con qualche sportellata sotto canestro, si può provare a dargli fiducia. Ostrega fa la sua comparsa e poco più, stesso discorso per il “Vialli de no altri”.

A conclusione possiamo parlare di un test utile, il penultimo forse prima di fare sul serio. Le cose da aggiustare sono tante ma il punto di partenza è trovato: la voglia dimostrata nella seconda parte di gara, dove grazie anche al rilassamento degli avversari, l’impegno è cresciuto e il risultato è andato vicino all’essere sovvertito. In fondo non è ora che serve vincere, ora serve costruire. Sotto con gli allenamenti e qualcosa di buono verrà fuori.  

By Marco “Fosforo” Barzizza

venerdì 8 ottobre 2010

Che BBotta!!!

Il -30 di passivo non è certamente un buon punto di partenza per una squadra che, dicevamo ieri, si presenta con "discrete" ambizioni. Certo, non tutto è da buttare, se consideriamo tutti i volti nuovi, l'amalgama che ancora per forza di cose non può esserci e le assenze di quattro possibili titolari. Però, il match di Voghera è un campanello d'allarme, da prendere come esempio. Loro, i nostri avversari, sono squadra solida, abbastanza giovane (ma non meno di noi), e sicuramente più preparata, almeno per il momento. Dalla foga messa in un'amichevole, che lo era per noi ma non per loro a quanto pare, è sicuramente una compagine che punta in alto, "tirandosela" un bel po'. Ma torniamo ai nostri panni sporchi: male, malissimo la difesa, che manca ancora di idee di base, di aiuti dal lato debole, insomma, manca punto e basta. Maluccio a rimbalzo, dove il tagliafuori è un optional (io sono un maestro nel non farlo), e dove la voglia di saltare più in alto degli altri (vedi Franz come da sua ammissione nel post gara), spesso non basta. Vado contro corrente nel giudicare sufficiente l'attacco: senza aver mai provato a giocare contro una difesa a zona, anche se c'è da dire che giochiamo tutti da una vita e dovremmo conoscere i movimenti a memoria, "fissi" non è stata la cosa peggiore vista ieri sera. Male fuori dal perimetro, meglio dentro, dove Trincia, Ceba (per chi non lo sapesse abbiamo trovato il soprannome a Francesco), Lanza e Gianluca hanno fatto intuire che ci si può lavorare con profitto. La cosa che più renderà difficile il compito di coach Minoia però sarà la gestione delle gerarchie e soprattutto una netta divisione dei ruoli, ancora confusa e approssimativa. C'è da lavorare, ma qualcosa di buono si è visto, a partire dal post partita, dove nonostante il passivo patito su un parquet a 45 minuti di macchina da casa, il gruppo è parso omogeneo, con tanta voglia di costruire, mattone dopo mattone.... (cit. Gp), un palazzo dalle fondamenta solide.

By Marco "Fosforo" Barzizza

CI - BI SIAMO ..... !!!!

Anno terzo, stagione 2010-2011, il CB si presenta ancora ai nastri di partenza della Prima Divisione pavese con discrete credenziali (e molta scaramanzia). E’ stata un’estate movimentata quella vissuta dalla società biancorossa, tra sponsor che mollavano, voci di possibili cessioni del diritto, soldi falsi (perché veri non se ne vedono mai), big che se ne andavano (Mix che smette è un po’ come LeBron James che va a Miami), e grandi vecchi che sceglievano di abbassarsi ingaggio e aspirazioni per unirsi al solido e compatto gruppo di coach Minoia.

Gruppo che è rimasto quello di sempre, con Albo, Minni, Barzo e Dede a gestire le questione tecnico finanziarie e a fare da calamite verso gli altri, che fiduciosi hanno risposto presente: Bobo, Bossino, Franz, Ostrega, Michi, Rosi (quando il ginocchio non scricchiola), Trincia, Raso. In più, attratti dalle luci del PalaCipCiop, difficili da non notare vista la perdita della vista che mi stanno causando, i due cavalli di ritorno Tonno e Lanza e le nuove leve Francesco (in attesa di soprannome), Denver, Gianlu (qui c’è omonimia con la “Catapulta” quindi si esige altro nomignolo), Riccardo e J.J. Brera. Un roster sicuramente arricchito che a differenza delle stagioni precedenti potrà dare maggior profondità a una panchina storicamente tallone d’Achille degli uomini in bianco porpora.

Già note le caratteristiche di Lanza e Tonno, giocatori di categoria superiore e lusso per il CB, meno quelle dei talentuosi Francesco e Denver che potrebbero essere le sorprese dell’anno che viene. Il primo, classe 88’ proveniente anch’egli dalla solida tradizione valtellinese come i vari Franz, Mix, Dipa ecc, è un’ala piccola con la passione del tiro dalla media, spesso efficace, che però dovrà fare i conti con i rudi lunghi della First Division, sempre pronti ad accogliere un novellino con le maniere forti. Il secondo (classe 89'), meno inquadrato e più imprevedibile, è una guardia con fisico scultoreo che ama i “move” in penetrazione, spesso evanescenti e poco efficaci, ma con un discreto tiro dai 5/6 metri. Mancino, è l’uomo nuovo della squadra, in tutti i sensi, perché primo a non essere non destro e perché totalmente incontrollabile, nel bene e nel male, una specie di “mosca atomica”. Insieme a loro l’arrivo di Gianluca darà sostegno al reparto lunghi mentre quello di Michele “J.J.” Brera allunga la panchina a disposizione del coach. Questi i volti nuovi per la stagione che aspetta solo il prendere il via, tra tre settimane. Il lavoro è duro e stasera la prima amichevole testerà le ambizioni di questo nuovo CB, che di crescere, come di sognare, non ha mai smesso.

By Marco "Fosforo" Barzizza